D. : "(sulla postura) Lei ha parlato di importanza della Postura. Può spiegarmi meglio questo concetto?"

R. :"Perchè quando mi hai fatto questa domanda hai gesticolato? Perchè ora guardi in alto con gli occhi e ora di nuovo sorridi e muovi la bocca? Perchè questo è il modo che in questo momento è per te ottimale per comunicare con me. Allora, se è vero che esiste una relazione profonda tra la mente e il corpo, questa relazione esiste sempre ed ha delle leggi. Quindi ora noi siamo seduti ed abbiamo un certo tipo di rapporto; se stessimo in piedi sarebbe diverso, se stessimo sdraiati a terra sarebbe ancora diverso. Lo Zen dice: "la mente è il senso del corpo, ed il corpo è l'espressione della mente". Allora è una dialettica, è una dinamica che è molto difficile da cogliere. Però quando si comincia a sentire questo, si capisce che nulla è più veramente casuale. Se il corpo prende una posizione questo non è ininfluente per la mente ma diventa la condizone attraverso la quale la mente si esprime. La postura nell'esistenza ha un'importanza notevolissima. Nella condizione di coscienza ordinaria noi siamo in piedi, quando dormiamo noi siamo sdraiati; per compiere certi riti il nostro corpo assume certe posizioni, dalle più fisiologiche, dalle più ordinarie, alle più complesse. Questo perchè il corpo ha una modalità dinamica di espressione che coinvolge sempre la mente. Se vi metteste a testa in giù, il mondo per voi sarebbe capovolto, non soltanto per il vostro corpo ma anche per la vostra mente. Questo per esempio è il senso delle Asana, cioè delle posizioni dello Yoga, che sono delle posizioni simboliche. Il senso della meditazione: in effetti la meditazione prescinde dalla posizione, non è possibile pensare che la mente possa essere condizionata da una posizione però per capire questo bisogna l'esperienza della mente che è condizionata dalla posizione, e siccome la mente vive in un corpo, ed il corpo assume posizoni, la mente deve fare i conti con questa realtà. Se noi allora individuiamo la posizione ottimale per fare una determinata cosa otteniamo, per così dire, il risultato migliore. Per questo nella meditazione si utilizza una posizione, la posizione classica a gambe incrociate che nello Yoga si chiama "Padma Asana", la Posizione del Loto, che in Giappone chiamano Kekka Fuza, ha un'importanza simbolica notevolissima. Il piede destro sta appoggiato sulla coscia sinistra, il piede sinistro sta appoggiato sulla coscia destra; le mani stanno appoggiate in grembo e la mano sinistra è poggiata sulla mano destra. Quindi c'è uno scambio: il sinistro va sul destro e il destro sul sinistro. La colonna vertebrale è dritta, il bacino leggermente basculato in avanti, la nuca è tesa in modo da stirare le vertebre cervicali, il bacino spinge verso la terra, e sente l'energia della terra, la testa viene attratta dal cielo e sente l'energia del cielo. La colonna vertebrale è tesa come arco teso teso tra questi due poli: la terra ed il cielo; in mezzo c'è l'onda del respiro e c'è l'atteggiamento della mente. Quando uno si mette in questa posizione ci sono delle ripercussioni fisiologiche (che poi ha studiato anche la scienza medica) che sono interessantissime. Per esempio il fatto di mettere i piedi sulle cosce porta da un lato la compressione delle arterie femorali, quindi c'è un rallentamento, un blocco immediato molto violento del sangue che si accumula nella zona dei visceri e questo produce una serie di ripercussioni al livello fisiologico sul sistema nervoso molto profonde. Tra l'altro i piedi stimolano dei punti di agopuntura che trovano in quella zona e che corrispondono al meridiano dei reni, del fegato e della milza. Quindi si scatenano delle azioni riflesse sul sistema nervoso, sul simpatico, sul parasimpatico pelvico e sul neurovegetativo, molto profonde. Intanto il battito cardiaco lentamente rallenta, il respiro diventa più lungo, più profondo e si arriva a respirare anche due volte al minuto. I Maestri molto anziani, molto qualificati arrivano ad una forma di respirazione molto particolare che si chiama "respirazione embrionale" che è più o meno la stessa respirazione che ha il feto all'interno del grembo. Poi c'è una respirazione ancora più avanzata che si chiama "eterica", che è una sorta di vibrazione quasi come se all'esterno la respirazione non tenesse più. In tutto questo c'è un orientamento della mente. Sono stati fatti degli esperimenti da medici giapponesi che hanno misurato la qualità delle onde cerebrali che vengono emesse dal cervello durante la meditazione profonda, ed è stato verificato che il cervello emette onde Alfa, cioè un tipo di onde che vengono emesse durante il sonno profondo. Quello che è sconvolgente è che la qualità della resistenza elettrica della pelle (che è diversa quando una persona è sveglia e quando invece dorme) è quella di una persona sveglia. Quindi la persona è sveglia ma il cervello emette onde Alfa; allora è come se dormissimo ma siamo svegli, siamo svegli ma è come se dormissimo. Che vuol dire questo? Qual'è la condizione di coscienza quando dormiamo e qual'è la condizione di coscienza quando siamo svegli? Allora immaginiamo che queste due condizioni particolari si integrino a vicenda e prendano reciprocamente consapevolezza l'una dell'altra. Questa è un'esperienza molto forte, molto importante e significativa; l'esperienza del sonno è una esperienza significativa ed importante. Molte persone che sono stressate e non riescono a dormire provano tutte un certo tipo di sensazione: poco prima di addormentarsi hanno un sobbalzo, come se tornassero indietro, è la difficoltà ad abbandonarsi, è un atteggiamento tipico di una psiche che vuole controllare tutto, che pensa che la nostra vita non può prescindere dal nostro controllo. Allora capite perchè faccio riferimento sempre al respiro: il respiro respira attraverso di noi a prescindere dalla nostra volontà, noi siamo espressione di questo respiro. Il respiro ha un contenuto simbolico molto importante: quando inspiriamo portiamo a noi la realtà, quindi c'è un breve tempo di apnea in cui elaboriamo questa realtà sotto forma di energia e poi quando espiriamo restituiamo al mondo, alla nostra realtà questa nostra elaborazione. L'inspiro e l'espiro hanno dei tempi e si esprimono in un certo modo nel corpo attraverso un linguaggio energetico preciso. Ci sono delle persone che respirano prevalentemente con il diaframma, con la parte bassa dello stomaco, generalmente sono gli uomini, hanno un coinvolgimento più diretto del simpatico; le donne generalmente hanno una respirazione più alta, hanno un coinvolgimento maggiore del sistema neurovegetativo, ma non c'è mai un totale coinvolgimento di tutti questi sistemi, cioè l'onda respiratoria che è una cosa diversa dalla fisiologia normale della respirazione polmonare, non coinvolge veramente tutto l'organismo. Questo succede molto raramente e succede perchè noi creiamo, con la nostra ossessione di controllare sempre tutto incosapevolmente, dei blocchi energetici nel nostro corpo. Uno dei modi in cui prendiamo coscienza di questi blocchi è proprio la difficoltà respiratoria. Un'altra esperienza è quella dell'incapacità di abbandonarsi e uno dei modi in cui prendiamo coscienza di questa cosa è proprio quando non riusciamo a dormire. Allora, tornado al discorso da cui siamo partiti, poter sperimentare la capacità di "lasciare la presa" che in giappone si chiama "Shin Jin Datsu Raku" cioè "respingere mente e corpo", che poi significa accettare mente e corpo, cioè essere capace di lasciare mente e corpo, significa capire che mente e corpo prescindono dalla nostra stessa facoltà di tenere o lasciare. Mente e corpo sono una realtà che l'io non ha scelto di avere ma che abbiamo, allora lasciamogli questa libertà di espressione, però nello stesso tempo lavoriamoci sopra con attenzione come diceva quel Maestro "sono più di 30 anni che cerco di osservare il mio respiro e ancora non ci riesco".

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