Monju Bosatsu o Manjushri, Bodhisattva della sapienza
     
 

D. : " Prima ha parlato delle leggi della natura. Che intende per naturalezza?"

R.: "E' veramente molto difficile rispondere perchè credo che questo sia uno degli equivoci in assoluto più grandi che siano stati fatti sullo Zen. Tra l'altro credo, e questo mi dispiace un pò dirlo, è anche uno dei motivi di successo dello Zen in occidente; è proprio da questo fraintedimento che nasce il grande successo che ha avuto lo Zen, in particolare tra i giovani. Tu giustamente dici che siamo già naturali perchè siamo immersi nelle i natura, quindi sicuramente la legge di natura ti attraversa e tu sicuramente sei espressione di questa legge di natura, quindi se tu agisci e agisci sulla base di un impulso, di un istinto questo dovrebbe essere già naturale. Il problema è: in che rapporto sta la tua coscienza con la naturalezza della tua azione? Normalmente c'è sempre una separazione, allora c'è una azione, poi c'è, dopo, presa di coscienza dell'azione. Questo significa, in realtà, che la natura in te è separata dalla tua coscienza e, se c'è questo, è pericoloso seguirla. Allora, in questo caso, è meglio vivere naturali; i Taoisti dicono "vivere naturali", cioè lascia che le cose vadano dove devono andare e conserva il tuo atteggiamento cosciente. Ma se ti proponi di vivere con naturalezza, come direbbe un Monaco Zen, allora devi lavorare con tutte le tue forze per unire la tua coscienza alla natura. Così realizzi questo matrimonio che nello Yoga è considerato un matrimonio sacro tra Shiva, cioè la manifestazione metafisica maschile dell'esistenza, quindi la coscienza assoluta, e Shakti, cioè la manifestazione femminile metafisica dell'esistenza, l'energia primordiale che è alla radice stessa della vita, da cui la vita discende. Quando si uniscono Shiva e Shakti, cioè la coscienza assoluta e l'energia che sottende alla natura, c'è il matrimonio divino cioè lo "Yuj", l'unione. Questo per lo Yoga, ma è così anche per lo Zen, anche se con un linguaggio diverso, meno simbolico, meno intellettuale. Quando questo avviene allora si parla di naturalezza, cioè si dice che tutto quello che poi discende da questo nuovo essere, che è il prodotto di questo matrimonio, in cui non esiste più la separazione tra lo Yin e lo Yang, tra il maschile ed il femminile, tra la coscienza e la natura, diventa per questo naturale, cioè è il ripristino della condizione originaria dell'esistenza da cui tutto poi discende in maniera spontanea. E' il grande UNO che vive nella persona, nell'individuo, quindi l'individuo non è più individuo ma è un individuo esploso che mantiene la sua condizione storica d'individuo ma che non è più veramente un individuo."

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