Ritratto di Bodhidarma (Ta'mo in cinese, Daruma in Giapponese), Primo Patriarca del Buddhismo Ch'an in Cina. Quadro avuto in dono dal Maestro da un Monaco Zen.

 

Intervento nel dojo: "In fondo perchè la nostra Via è così dura? Perchè non carezza l'Ego, non lo gratifica. E' il motivo per cui molti lasciano, per cui siamo pochi, per cui al contrario un corso di Yoga all'occidentale sarebbe stracolmo di iscritti. Lo Zen è duro, non gratifica l'Io, e il Maestro non è lì per farti le carezze- per quanto qualora lo ritenesse opportuno, un Maestro Zen potrebbe fare anche questo-, per dirti che sei stato bravo, o che lo sforzo che hai compiuto è servito. Un Maestro Zen mostra una compassione che è impersonale, è lì per sostenerti nel tuo sforzo; ma se da parte della persona c'è solo volontà di autoaffermazione, di sentirti forte e splendido, di egoismo, è chiaro che su questa Via non potrà durare perchè dopo un pò non avrà nessun motivo per continuare. All'interno della Pratica invece l'Ego si integra ed abbiamo anche un margine di autonomia; anche qui si dividono le persone in due gruppi-ma sono entrambi accettati-: quelli che si riposano dentro la Pratica e quelli che hanno bisogno di fermarsi ogni tanto, altrimenti rischiano di ammalarsi. Coloro che riposano dentro la Pratica sono praticanti avanzati, però avanzati o no è importante relativamente perchè sono entrambi praticanti. Dentro la Pratica possono conoscere l'Uomo Reale ed il Potere della Realtà: non esiste un potere più grande."

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