SVARUPA E SAMSKARA: LE MODALITA' DI FUNZIONAMENTO DELLA MENTE>>:
Quindi un altro concetto di cui vorrei è “Svarupa” e “Samskara”: sono due termini sanscriti.
Svarupa significa “forma” ed è direttamente collegato alla funzione della Mente.
Ad esempio: se in questo momento voi pensate ad una cosa, qualunque essa sia, la mente prende la forma di quello che pensate. E' semplice: come dicevo prima, proprio come uno specchi che riflette una immagine. Così, se io proiettassi qui una immagine terrifica, orribile, spaventosa, la vostra mente, tra virgolette, prenderebbe quella forma,e voi provereste delle emozioni e sensazioni collegate a delle immagini orribili o terrifiche.
Leggevo giorni fa su un articolo su un quotidiano: giorni fa in America c'è stata una anteprima del film “The Passion”, ed una signora, guardando le immagini della crocifissione di Cristo, è morta. Ora, questo significa che la sua mente è stata influenzata in una maniera tale, ha talmente preso la forma della sofferenza che stava osservando, che si sono determinate – credo che questo lo potrebbe spiegar meglio il Dott. Giancotti- delle modificazioni materiali reali per le quali, alla fine, questa persona si è sentita male ed è morta.
Mi dicono che era una suora: ecco, quindi che esisteva una condizione causale pre-esistente che le ha accentuato la sofferenza.
Ora, capire questo è una cosa di una importanza immensa perché in un certo senso delle condizioni causali che generiamo, per le quali la nostra mente viene messa di fronte ad alcune circostanze e non ad altre.
Esempio: posso decidere di fare meditazione; metto la mia mente in una certa condizione causale. Posso decidere di andare a vedere un film di buon livello:l'ho messa in una altra condizione causale. Posso decidere di vedere un film di pessimo livello:l'ho messa ancora davanti ad un'altra condizione. Posso decidere di fare una esperienza negativa, di leggere una cosa bella, di leggere una cosa brutta, di relazionarmi con una esperienza costruttiva, di relazionarmi con una esperienza distruttiva.
A secondo di quello che scelgo – ecco l'esercizio di responsabilità- la mia mente genererà Karma, cioè prenderà delle forme, ma queste forme non sono momenti scissi, separati dal contesto causale. Sono momenti che si inseriscono in un contesto causale: i Tibetani lo chiamano “Continuum Mentale”, e, dentro questo Continuum, dicono la loro, cioè svolgono un ruolo; quindi generano degli effetti, creano Karma.
Così pensate quanto è importante “coltivare la Mente ”: ecco un termine Zen. Avere il senso della propria mente e coltivarla. Ancora una nota sul “Samskara”. “Samskara” vuol dire “Controspinta, pressione opposta”
Un banalissimo esempio: se io vi dicessi – come diceva il mio Maestro di Yoga Swami Svarupananda- “Non pensate, per favore, all'elefante giallo”, tutti lo avrete pensato.
Questo è il Samskara. Il Samskara è la “bestia nera” per la quale è difficile superare il proprio Karma. Ossia: sono libero, posso esercitare la mia libertà di scelta, il senso di responsabilità, posso decidere che questa cosa non la voglio fare. Dico a me stesso “Non la voglio fare, non la voglio fare”, e genero una pressione interna.
Questa pressione interna genera una controspinta, che rimane al livello latente.
La controspinta genera un disagio ed uno squilibrio energetico, e, non appena le condizioni causali sono ottimali perché quella situazione si realizzi, il Samskara si libera, ed io quella cosa la faccio ugualmente. Anzi, la faccio molto di più di quello che l'avrei fatta se non l'avessi repressa.
Se non si conosce questa modalità di funzionamento, non conosce Svarupa e Samskara, non si riesce a venire fuori da questo cerchio perverso.
Se invece sa che la mente funziona in questa maniera, può pian piano fare in modo che questo Samskara si depositi senza generare la controspinta, perché questo Samskara inizia a bruciare insieme con il Karma, e la mente diventa sempre di più quello che noi chiamiamo “ La Grande Mente ”, non la “Piccola Mente”.
La “Piccola Mente” è la Mente che influenzata dal Samskara; la “Grande Mente” non ha questo problema, poiché è libera ed assoluta. E' la “Mente che dimora in una mente senza dimora”, e che non è toccata dalla controspinta del Samskara, e quindi, si può muovere liberamente.
Ma ci dobbiamo arrivare, dobbiamo “mettervi radici”: ecco la Meditazione.
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