IL KARMA E LA SUA OSSERVAZIONE IN ZAZEN>>:

Una cosa di cui spesso sentono parlare le persone che si avvicinano alla cultura orientale è “Karma”. Karma è un termine sanscrito, e tradotto letteralmente significa “azione”.

Il Karma è la legge che regola il funzionamento dell'Azione. Questo significa fondamentalmente “rapporto di causalità”. Quindi, se c'è una azione, c'è una causa e c'è un effetto.

Gli antichi Maestri hanno capito che tutto quello che esiste è effetto di una causa che l'ha generato, e che nel momento stesso in cui si determina come effetto finisce per costituire un'altra causa che genererà un effetto. Perché parlo ora del Karma? Perché poco fa ho parlato di responsabilità. Ora, se è vero che esiste questa legge di causa ed effetto, che determina tutto quello che viene ad esistere, e questa legge di causa ed effetto è vera anche per la vita spirituale, per l'attività della Mente, allora noi dobbiamo capire che possiamo interagire, entro certi limiti con questa legge di causa ed effetto.

Allora, c'è un Karma che noi ereditiamo: i Buddisti e gli Induisti dicono addirittura da vite precedenti, ma dato che questo non è dimostrabile, e può essere filtrato solo dalla propria sensibilità spirituale, io non lo propongo mai, perché sarebbe un dogma; però dico sicuramente che noi lo possiamo accettare questo dato del Karma precedente,ad esempio, come fatto genetico. Noi veniamo al mondo con un certo codice genetico, cioè è un condizionamento in termini causali, di causa ed effetto, perché questo codice genetico, nel tempo, produrrà degli effetti. Saremo quindi costretti a vivere per come siamo in qualche modo programmati; ma noi possiamo, però, interagire anche con questo Karma che abbiamo ereditato –sicuramente lo possiamo fare in termini spirituali- ed, inoltre, noi abbiamo un secondo tipo di Karma, che è quello che determiniamo noi.

Quindi, esiste un Karma cosiddetto “pre-esistente”, e poi un Karma che determiniamo noi.

Per esempio, oggi siamo qui: io parlo voi mi ascoltate. Perché questo evento possa essere avvenuto è stata necessaria una causa. Intanto, io e il Dott. Giancotti l'abbiamo dovuto pensare: questo pensiero ha rappresentato un fatto causale, che ha generato una serie di effetti. Abbiamo,cioè, deciso di realizzarlo. Ma, invece di avere questo pensiero, potevamo averne un altro. Potevamo dire “Fernando andiamoci a fare una pizza”: avrebbe prodotto altri effetti.

Abbiamo pensato di fare una conferenza: una causa mentale. Piano piano abbiamo posto in essere le condizioni per arrivare qua: per fare questo, abbiamo spedito degli inviti, che voi avete ricevuto. E quando avete ricevuto questi inviti, vi siete detti: “Ci vado o non ci vado?”.

Qualcuno ha detto ci vado, qualcuno no. Ora, quelli che hanno detto “ci vado”, hanno determinato una condizione mentale nel momento in cui l'hanno detto, cioè hanno determinato una condizione causale karmica. Questa condizione causale karmica ha fatto sì che, poi, si siano trovati qua.

Quindi, voi avete dovuto dire “questa cosa non la faccio, faccio quest'altra”, oppure “faccio questa serie di cose, per le quali mi potrò trovare là”; ma ora siamo qui, ed il fatto di essere qui e confrontarci, genera Karma.

Perché? Perché ciò che io dico produce un effetto dentro di voi, per adesione o per contrasto, sia che voi diciate “questa persona sta dicendo un mucchio di sciocchezze”, o che diciate “alcune di queste cose sono sensate, e mi sembrano interessanti”, determiniamo Karma.

Questo Karma farà sì che voi orientiate la vostra mente e quindi, successivamente, le vostre azione, e quindi ancora gli effetti nel vostro corpo, in un certo modo anziché in un altro.

Dunque come vediamo, la scelta della responsabilità, ho scelto di venire, ho determinato un tipo di Karma.

Il Karma è importantissimo. Se noi comprendiamo che tutto quello che facciamo genera un effetto, intanto entriamo in una visione delle cose per la quale ci dobbiamo sentire sempre più responsabili e poi dobbiamo comprendere che siamo esseri profondamente liberi. Dobbiamo anche comprendere che generiamo noi le cause della nostra sofferenza, e generiamo noi le cause della nostra felicità.

Il punto, però, veramente difficile da vedere qual'è? Siccome noi siamo immersi nel Karma,ne siamo addirittura “impressione”- esattamente si dice che “Corpo Mente ed Energia sono il Karma dell'essere umano”, ossia non c'è essere umano senza corpo mente ed energia, e corpo mente ed energia abbiamo visto che funzionano, in un certo senso, anche secondo modalità autonome, auto-sussistenti - e ci siamo immersi proprio come un pesce nell'acqua, che ci nuota e che se lo metto fuori dall'acque muore, perché lo estraggo dalla sua condizione causale, allora è molto difficile avere cognizione di questo Karma. Come pure è difficile accorgerci che respiriamo se lo facciamo sempre.

Molto di più è difficile essere consapevole della funzione della Mente, in termini karmici, ed in particolare della Mente Inconscia. La Mente Cosciente riusciamo a vederla, ma la Mente Inconscia è molto difficile da cogliere, ma la Mente Inconscia genera Karma esattamente come la Mente Cosciente.

Allora, ritorniamo alla meditazione: se io non riesco a vedere quali sono i meccanismi causali che determinano le mie azioni nella vita, come li posso mai modificare?

E' molto difficile poi assumere una posizione responsabile nell'esistenza; ma se io riesco ad osservare il mio Karma, e con la meditazione lo posso fare, significa che io riesco a capire quali sono i meccanismi causali all'interno dei quali io mi muovo. Quindi capisco come penso, perché penso quello che penso, riesco a capire cosa genera i miei pensieri, quale è la condizione umorale di fondo di cui normalmente sono intriso, e che di solito non vedo, riesco a capire come interagisco con le circostanze, come rispondo agli stimoli.

Se riesco realmente a vedere tutto questo, posso cominciare a decidere di modificare delle cose: ma, se non lo vedo, non lo posso fare. Quindi questa fase che il Dott. Giancotti chiamava di “distacco, di osservazione” è fondamentale. Solo che non è così facile.

Se si fa meditazione si può capire quanto è difficile, ma anche quanto è preziosa questa esperienza di osservazione del proprio Karma.

 

 

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